Azione Go&see per #comatera2019: arte contemporanea e contaminazioni mediterranee dalla Sicilia

Published On 11 settembre 2017 | News

Sicilia occidentale: prima tappa del Go&see per La luna al guinzaglio.

Obiettivo: conoscere uno dei partner fondamentali  della proposta lunare per Matera 2019, ovvero la spedizione Mediterranea che arriva a Favara il giorno 26 agosto, in Provincia di Agrigento, per sostenere il Farm Cultural Park, un progetto di rigenerazione urbana che sta attraversando un momento critico con la pubblica amministrazione.

È l’occasione giusta per  esplorare un territorio dove l’arte contemporanea è diventata il motore per la riqualifica di interi centri abitati, vessati dall’abusivismo, aggravato da eventi catastrofici. Esempio da manuale: Gibellina Nuova. Dopo il terremoto del Belìce, la cittadina è diventata nota per la ricostruzione comeun parco artistico a cielo aperto, con opere che gravitano intorno al Museo delle Trame Mediterranee.

25 agosto: Potenza-Favara on the road

 

La Salerno-Reggio Calabria si lascia finalmente attraversare comoda e bella, accompagnando il viaggio serale verso la Sicilia con un tramonto sul mare rosso e caldo al punto giusto. All’imbarco per Messina in tarda serata quasi nessuno, aria mite e dopo mezz’ora di traversata inizia la sfida: arrivare a Favara in tempo per il check-in di mezzanotte presso la Community, il B&B all’interno del Farm Cultural Park.
Ma Gaetano, il proprietario della struttura, lo sa già che la strada, al buio, non soddisferà le aspettative.
Arrivati a Favara di notte, stanchi, non si coglie subito la portata dell’operazione, ma già nelle strutture ricettive si può abitare design ovunque, che evidenzia le architetture popolari  in u piacevole contrasto cosmopolita .

26 agosto: Mediterranea al Farm Cultural Park

Il parco culturale realizzato da Andrea Bartoli e Florinda Saieva è un’operazione nata nel 2010 per rigenerare un territorio, affetto da un alto tasso di criminalità e abusivismo edilizio, attraverso l’arte. Il progetto ha permesso di importare buone pratiche da tutto il mondo, lasciandosi ispirare da contenitori d’arte contemporanea internazionale, piuttosto che da quartieri sorti nelle grandi capitali mondiali, dove poter trovare manufatti, cibo dal mondo e scambiare esperienze innovative.

Rinasce così un abitato che si sviluppa all’interno di sette cortili, declinati per diverse funzioni:  un giardino d’ispirazione marocchina, una cucina sociale, un co-working, una galleria per le mostre temporanee, la scuola d’architettura per bambini, diversi spazi dove poter  bere e mangiare e le strutture ricettive gestite dai proprietari degli immobili, che hanno avviato le loro attività all’interno del progetto di riqualificazione.

L’impressione è di essere in un quartiere-galleria, dove ogni anno vengono invitati artisti, architetti e creativi a rinnovare le installazioni e le opere della collezione in continua evoluzione.
L’impresa appare una grande macchina da manovrare e gestire con impegno immane, che coinvolge direttamente o indirettamente molta parte della comunità.

La ricaduta positiva si registra subito andando in giro per la cittadina, a partire dal Castello che ospita mostre temporanee in continuità con la programmazione del Farm. La contaminazione estetica è evidente nello stile degli arredi urbani di giardini, panchine, insegne ecc…probabilmente altre attività sembrano essere state contagiate da questo vento innovativo, come il Museo della Mandorla (purtroppo chiuso ma curato e invitante dalla spiata oltre i vetri), ristorantini con tavoli nei cortili e street art sui muri, angoli insoliti che risaltano in mezzo a vicoli degradati e palazzi affetti da un non compiuto dilagante!

In serata c’è l’evento fuori programma che la spedizione Mediterranea ha organizzato al Farm Cultural Park per dare risonanza al progetto attraverso il confronto fra due realtà che operano per il cambiamento di situazioni difficili.

Mediterranea è una spedizione nata nel 2014 da un gruppo di persone con la passione per la vela e il desiderio di convogliare l’energia di una barca in una missione per far conoscere meglio i paesi del Mediterraneo, creare ponti di pace e offrire uno strumento per portare avanti ricerche scientifiche, come quella sui residui plastici nelle acque. Un progetto aperto alle collaborazioni tanto che la tappa di Porto Empedocle, per raggiungere Favara, è stato un fuori programma e per La luna al guinzaglio l’occasione per conoscere il partner con cui è stata immaginata la proposta per Matera 2019 nell’ambito “Coast to Coast”.
Il dialogo fra Simone Perotti, scrittore, velista , ideatore e cuore pulsante di Mediterranea, e Andrea Bartoli, fondatore e direttore artistico di Farm, apre un dibattito pubblico sull’importanza di progettualità come queste  e sulla necessità di persone visionarie che aprano lo sguardo a nuove prospettive di sviluppo e di comunità.

Dopo l’evento incontriamo Francesca Piro, velista e Presidente di Mediterranea insieme a Simone Perotti, per discutere del prossimo anno insieme e organizzare un sopralluogo alla barca. Le spedizione del 2018 sarà tutta da organizzare, a partire dal capitano e dall’equipaggio che ogni anno alterna i fondatori con gli amici del progetto. I paesi da toccare sono invece già stabiliti: Tunisia, Marocco, stretto di Gibilterra, Portogallo. “Bisogna attendere ottobre prima di poter programmare altro” conclude però Perotti, rinviando un incontro più operativo all’indomani con Francesca.

La serata scorre veloce fino a notte fonda, mentre fra un’arancina e una birra artigianale visitiamo tutti gli spazi e gli angoli della galleria accompagnati dal dj-set elettro soft. Incredibile la quantità di persone che passeggiano fra i vicoli del Farm e la trasversalità assoluta, nonostante nella piazza centrale ci sia la festa più sentita del paese! Cricche di ragazzini, famiglie e coppie di adulti a passeggio si mescolano a ragazzi e persone in cerca di una serata alternativa, mentre si proietta il film sulla sul fenomeno street art a Grottaglie con dibattito per un pubblico interessato all’ideatore, provocatore, ora gallerista e artista  di fama internazionale: Angelo Milano, tag Momo.

27 agosto: Il Museo delle Trame Mediterranee a Gibellina e Mediterranea a Sciacca

A colazione la Presidente di Mediterranea ci spiega bene il programma 2018 della spedizione, i possibili imprevisti e chi sono gli interlocutori locali, come gli Istituti di Cultura, le ambasciate e le capitanerie portuali, che di solito intercettano per iniziare a progettare incontri, ricerche ed eventi.

Fissate le prossime date di aggiornamento non resta che fare un sopralluogo sulla barca, che in serata ormeggia al porto di Sciacca.

Nel frattempo, virando verso ovest, La luna al guinzaglio si allunga fino a Gibellina, alla scoperta di una città simbolo della rinascita post-terremoto, che ospita il Museo delle trame mediterranee.
Da Favara a Gibellina ci sono 120 kilometri di strada, due ore di viaggio e paesaggi  contrastanti.
Il degrado dell’abusivismo edilizio si disperde nello splendore della valle dei templi e della costa.
Risalendo verso nord tutto è inaridito e assopito nella domenica pomeriggio, e Gibellina Nuova appare surreale, fra monumenti imponenti compiuti e non, di un valore che sembra non riconosciuto dai più!
Tutto tace, mentre le grandi opere raccontano ai pochi forestieri di un passato prossimo che ha scalfito la storia solo nei manuali di arte, senza cedere il passo ad un futuro migliore per la comunità

Questo posto è un vero e proprio museo a cielo aperto, dove Ludovico Quaroni ha edificato la Chiesa Madre con le forme di un planetario di periferia, Consagra ha costruito un grande portale all’ingresso della cittadina e un teatro non finito, Mendini la Torre Civica-Carillon, Accardi ha decorato intere pareti con ceramica locale dipinta a mano.
Giriamo in macchina per ammirare l’arte a portata di strada. Il tempo non è abbastanza per arrivare a Gibellina vecchia dove Burri ha congelato le rovine del paese distrutto dal Terremoto del Belìce sotto il suo cretto gigante, una delle opere di land art più grandi al mondo. Dal disastro del 1968 Gibellina nuova è stata ricostruita vicino alla nascente autostrada, sui terreni di un famiglia mafiosa. Il sindaco di allora aprì la ricostruzione ai più grandi artisti dell’epoca, così Gibellina entra nei manuali di storia dell’arte contemporanea, e forse lì si ferma la sua fama.
Operazione interessante quella della Fondazione Orestiadi. Oltre alla rassegna di teatro e musica internazionale organizzata dall’ente, che può vantare grandi scenografie come il grande cretto del maestro di Città di Castello, sorge qui il Museo delle Trame Mediterranee, che celebra la Sicilia come avamposto negli scambi fra Grecia, Medio Oriente e Africa.
Il nostro interesse è per le operazione di arte e artigianato, che mescolano e trasmettono il saper fare di posti lontani . Gli artisti rinomati in collezione fanno salire le aspettative. E la grande opera degli Stalker in primis, “Tappeto volante” non le delude: stalattiti di corde intrecciate con finali in rame creano un cielo sospeso e architettano un luogo viaggiante, dove la sosta si contamina col movimento. L’installazione è frutto di un laboratorio multiculturale per rielaborare il soffitto ligneo della Cappella Palatina di Palermo, un fare manuale capace di mettere in gioco tutti per condurre uno studio di ricerca sulle origini iraniche della struttura. Un’operazione realizzata all’interno della mostra itinerante “L’Islam in Sicilia”.
La collezione di installazioni maestose e inconfondibili documenta la permanenza degli artisti a Gibellina, come Boetti, Pomodoro, Isgrò, Accardi. Non si può non citare la visione imponente della Montagna di sale di Paladino, che scaglia la potenza dei cavalli neri risucchiati dal bianco del sale verso il paesaggio arido, sotto un cielo impassibile.
Il resto delle opere e dei manufatti in mostra disperde purtroppo questa grande energia. L’allestimento confonde quadri, sculture, artigianato, tessuti e costumi tradizionali tracciando rotte spazio-temporali per nulla chiare, offuscate da ambientazioni poco curate o ai limiti del kitch!
Il tentativo di contenere tutto  non è riuscito bene. Il bisogno di dare nuovo lustro a questo grande tesoro è evidente, e lo dimostra anche la chiusura della sede gemella della Fondazione a Tunisi ormai da qualche anno.

Ce ne andiamo cariche di visioni, alla volta di Sciacca.
Ci aspetta la visita dell’unica barca a vela attesa al porto quella sera. La 17 metri blu e bianca arriva insieme a noi, fa manovra, ormeggia e Simone Perotti  ci aiuta a salire per presentarci l’equipaggio e mostrarci gli spazi dove 14 persone da 3 anni condividono questa spedizione nel Mediterraneo.
Un capolavoro di incastri e dettagli di legno dove c’è tutto il necessario per vivere insieme, leggere, discutere, studiare, riposare. Cabine e quadri di comando convivono con dispense, una piccola biblioteca, un tavolo per tutti e il plotter per materializzare le rotte sulle mappe.
Siamo finalmente sul mezzo che porterà la nostra immaginazione lontano, dalla Basilicata al Mediterraneo.

La luna al guinzaglio è pronta!
Bisogna solo attendere che ad ottobre Mediterranea trovi un nuovo capitano!
Dopo una sosta rigenerante a Catania, da vecchi e nuovi amici che ci ospitano, indietro tutta verso la Basilicata.

 

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