PAROLE E SASSI – ovvero LA STORIA DI ANTIGONE IN UN RACCONTO-LABORATORIO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Published On 15 ottobre 2012 | News
con Antonella Iallorenzi
Ideazione e drammaturgia
Renata Palminiello, Letizia Quintavalla, Patrizia Romeo, Agnese Scotti, Rosanna Sfragara
direzione artistica Letizia Quintavalla

La luna al guinzaglio vi invita allo spettacolo che si terrà il
16 e 17ottobre 2012 ORE 18:00
PRESSO IL SALONE DEI RIFIUTATI
c/da Bucaletto, 16 – 85100 Potenzadurata 1h30
contributo per bambini € 5,00
contributo per adulti € 7,00
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: info@lalunalguinzaglio.it
tel.0971 476646
Il progetto è adatto ai bambini dagli 8-10 anni in su…ovvero consigliato vivamente anche ai genitori, agli zii, agli insegnanti, a coloro che lavorano con l’infanzia e ne sono affascinati,
e a tutti coloro che sono interessati ai linguaggi artistici capaci di parlare a tutti.Perciò vi invitiamo a partecipare all’iniziativa presso il Salone dei Rifiutati,e a promuoverla, se vi piacerà, presso scuole, biblioteche e luoghi aperti alla cultura.La Tragedia Greca raccontata ai bambini.
La storia di Antigone raccontata ai bambini di ogni regione da un’attrice diversa e che i bambini a loro volta narreranno con le stesse modalità, trasmettendone la memoria: in famiglia, agli amici, a scuola.
Diciotto attrici, ciascuna residente in una diversa regione italiana e in forte contatto culturale col territorio d’origine, hanno fondato il COLLETTIVO PROGETTO ANTIGONE, che ha realizzato PAROLE e SASSI la storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni. Un lavoro dedicato ad Antigone, la figura femminile creata da Sofocle, che da più di duemila anni simboleggia il conflitto tra donne e potere, tra sfera privata e sfera pubblica, tra famiglia e stato, tra obbedienza e disobbedienza.

PAROLE e SASSI è un progetto di militanza femminile, che si confronta con il movimento delle donne nato il 13 febbraio 2011. Un’azione portata avanti da giovani donne, orientata a dare un contributo fattivo e di autopromozione al lavoro dell’attrice, che in Italia ora, è più che mai precario.
Un progetto autoprodotto, insolito nella genesi e nello sviluppo reticolare e unitario al tempo stesso, frutto della partecipazione individuale delle singole interpreti e radicato nei territori regionali, ma allo stesso tempo portato a coesione da un coordinamento unitario con la direzione artistica di Letizia Quintavalla.

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