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I Raee

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (talvolta citati anche con l’acronimo Raee, in lingua inglese Weee), sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all’abbandono.

In particolare, rientrano in questa categoria i piccoli e grandi elettrodomestici, le apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, gli strumenti elettrici ed elettronici, le apparecchiature di illuminazione, i giocattoli e le apparecchiature per lo sport e per il tempo libero, i dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti), gli strumenti di monitoraggio e controllo, e i distributori automatici.

La crescita esponenziale, negli ultimi anni, di questi prodotti e la loro sempre più rapida obsolescenza, ha fatto sì che la Commissione Europea ritenesse opportuno sottoporli ad una specifica disciplina giuridica, allo scopo di limitare soprattutto la dispersione nell’ambiente delle sostanze pericolose (mercurio, piombo, cadmio, cloro) che questi beni contengono. Perciò il 27 gennaio 2003 è stata adottata la Direttiva Europea 2002/96/CE, recepita in Italia nel Decreto Legislativo 151/05.

La Direttiva Raee è basata sul principio secondo il quale “chi inquina paga”. Per ottemperare questo principio, il finanziamento e l’organizzazione della raccolta e del trattamento dei Raee sono posti in capo ai produttori che, per sostenere questi nuovi costi, saranno liberi di far pagare un eco-contributo al momento dell’acquisto di un’apparecchiatura nuova, non superiore ai costi di trattamento.

Attualmente i cittadini possono conferire i propri rifiuti alle isole ecologiche e dal 1º gennaio 2009 possono riconsegnare gratuitamente il rifiuto direttamente al rivenditore, all’atto dell’acquisto di un’apparecchiatura della medesima tipologia.

Secondo i dati diffusi a ottobre 2009 dal Centro di Coordinamento Raee, il primato della raccolta spetta al Nord ovest, con più di 45.000 tonnellate, a seguire il Nord Est con circa 41.000 tonnellate, terzo il Centro Italia con poco meno di 26.000 tonnellate, fanalini di coda, invece, sono il Sud Italia (circa 15.000 tonnellate) e le Isole (quasi 9.000 tonnellate). In particolare la classifica vede sul podio la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto, mentre le regioni in coda sono la Valle d’Aosta, il Molise e la Basilicata, quest’ultima con sole 499 tonnellate di Raee raccolte.

Per quanto riguarda la media pro-capite sul totale della popolazione, il dato italiano si attesta al di sotto di quello europeo - pari a 6 kg -, ma nel dettaglio il terzetto di coda è composto da Basilicata (0,84 kg), Puglia (0,78 kg) e Sicilia (0,53).