M.E.M.O.RI. - dal 3 maggio al 7 lugilio

IL PROGETTO

M.E.M.O.RI. ovvero Museo Euro Mediterraneo dell’Oggetto RIfiutato, è un progetto artistico interculturale frutto di una ricerca in area euro-mediterranea volta ad aprire un museo partendo da oggetti comuni. M.E.M.O.RI. espone la sua mostra permanente, accoglie mostre temporanee di artisti e collettivi, propone percorsi didattici, gestisce l’archivio e i magazzini delle sue collezioni, con l’ufficio prestiti e la sezione acquisti. Tutti questi settori sono in realtà un gioco attraverso il quale porre domande ai luoghi sui temi dell’incontro e dello scambio.

CCos’è
M.E.M.O.RI. ovvero Museo Euro Mediterraneo dell’Oggetto RIfiutato è un museo itinerante che espone frammenti, tracce, piccoli oggetti raccolti nel corso di un viaggio compiuto dagli operatori della cooperativa il Salone dei Rifiutati in 5 città mediterranee (Genova, Marsiglia, Malaga, Tunisi e Tétouan) e in 5 città lucane (Bernalda, Venosa, Matera, Muro Lucano, Potenza).
L’attraversamento creativo finalizzato a conoscere i luoghi delle 10 comunità coinvolte si è svolto nello spazio urbano alla ricerca di manufatti artistici e domestici, souvenir, scarti di artigianato locale, oggetti portati dal mare o trovati per strada. 
Gli oggetti recuperati sono diventati il pretesto per annotare gesti, incontri, contaminazioni, tradizioni e cambiamenti, raccontati nei musei, nelle case, nei negozi, nei laboratori 
artigianali, nelle strade e nei porti.
Di passaggio in passaggio la ricerca sul manufatto e sugli oggetti ha dato vita a diverse collezioni, testimoniando uno spostamento di interesse dall’oggetto tipico all’oggetto topico. L’abilità di rievocare le culture di appartenenza, propria dei souvenir, si è fusa con l’universalità di reperti accidentali e quotidiani, ricordi di viaggio, cose comuni, biglietti aerei, oggetti da tasca, con l’obiettivo di risalire, nel rispetto del significato originario della parola souvenir, alla memoria e al suo modo di incontrare la realtà conservando e alimentando i passati.
Gli oggetti radunati durante questi tragitti hanno dato vita alle collezioni del M.E.M.O.RI., esposte in una mostra permanente e diverse temporanee con una modalità inedita ed interattiva.
Risalendo lungo le storie che gli oggetti racchiudono, M.E.M.O.RI. è un percorso che prova a offrire elementi di riflessione sul rapporto tra uomo e uomo, aprendo domande sul senso delle culture in cui queste cose sono nate e sono state scambiate, maneggiate, vissute. È un vero e proprio museo delle circostanze, in cui, dietro ogni apparentemente semplice oggetto, si nasconde un viaggio della mano: la mano che tocca, sfiora, prende, lascia, dona, prova a dar forma a porzioni di mondo.
In un tempo che spesso industrializza e rende anonimo il souvenir, laddove si desideri cercare in esso il senso dell’unicità e dell’autentica rappresentatività di un luogo, abbiamo preferito ricorrere al senso del souvenir attraverso l’antico concetto di simbolo. In greco antico il termine simbolo (σύμβολον) richiamava l’usanza per cui due persone, due famiglie o anche due città, nel momento del saluto e della separazione, spezzavano una tessera, di solito di terracotta o un anello, e ne conservavano ognuno una delle due parti a testimonianza dell’incontro, dell’accordo. La ricerca del souvenir, in questo caso, è diventata per noi una memoria tangibile degli scambi, del confronto, del dialogo tra persone.
M.E.M.O.RI. ben lungi dal dare risposte sull’identità e sulle culture, propone, in conclusione, un modo di raccontare e condividere l’esperienza del viaggio, in questo caso un viaggio attraverso i luoghi dell’Europa e del Mediterraneo, territori in cui da millenni, anche attraverso lo scambio di oggetti e merci, le persone provano a cercare chiavi dialogiche che possano mettere in relazione e garantire un reciproco riconoscimento.

la Mostra

M.E.M.O.RI. si articola come un museo, con percorsi espositivi e conservativi fatti di teche ed espositori.  Nel giocare ad essere un museo ha diverse collezioni in espansione esposte in mostre permanenti ed accoglie mostre temporanee. I reperti collezionati, sono stati ri-fiutati, ovvero rielaborati grazie alla creazione di dispositivi meccanici, elettronici e digitali (innesti, circuiti, applicazioni, comandi, oggetti-appendice…) che, oltre a comporre formalmente l’incontro con gli oggetti, rendono interattiva l’esperienza e consentono di attivare una “mano-missione”, un intervento diretto delle mani del visitatore sulla teca, come possibilità di relazionarsi con il reperto, sottraendolo al potere esclusivo della vista ed offrendolo ad altri sensi possibili.
CCome si articola
M.E.M.O.RI. si articola in un Anarchivio seguito da 5 sezioni che prendono il nome di Stanze, ovvero spazi in cui si invita appunto a stare, a darsi tempo, rallentare, esplorare.

AL’Anarchivio
È lo spazio che conserva, attraverso una raccolta di documenti e testimonianze, la memoria degli 
oggetti esposti e della metodologia di ricerca adottata nel processo di indagine che ha caratterizzato il progetto M.E.M.O.RI.  

È un archivio insolito che apre diverse possibilità narrative sui reperti in mostra e permette la costruzione di percorsi soggettivi e alternativi a quelli proposti nelle aree museali, prevedendo l’attivazione di livelli di racconto paralleli ed approdi didattici differenti.

SLa Stanza dei Segni
È è il luogo che accoglie i reperti della traccia e della presenza, dell’incontro tra uomo e materia, del ritrovamento e della reciprocità. È lo spazio della mano che sfiora, stringe e affonda, ambasciatrice del nostro corpo che nel toccare lascia un segno, deposita un senso, sancisce il suo passaggio. Una stanza in cui la mano, incontrando le cose, prova a sentire il mondo ed esplorarlo attraverso gesti originari ed universali.

FLa Stanza dei Frammenti
È il luogo della fragilità e delle cose piccole, in cui gli oggetti parlano attraverso i loro resti e i dettagli, piuttosto che tramite la completezza. 

In questa stanza si racconta la mano che, nel raccogliere pezzi e reliquie di materia, ha ricomposto una nuova bellezza che prescinde dalla totalità e dall’appartenenza ad un intero.

CLa Stanza delle Cadute
È il raduno dei reperti più umili, raccolti da terra durante gli attraversamenti  nelle botteghe artigiane;  è il luogo in cui parlano le cose che cadono e che si perdono: segatura, fili, avanzi di lavorazione, bottoni… In questa stanza la mano raccoglie ed eleva, sposta, lascia andare, ma è invitata anche a capovolgere, rovesciare i punti di vista e offrire alle cadute altre possibili narrazioni.

RLa Stanza dei Ripetizioni
È il luogo in cui i reperti collezionati celebrano la ciclicità, il ritorno, la circolarità, le forme della materia.

Ma è anche il racconto della mano che impara, che costruisce un ritmo, ripete e rielabora, avanza poco alla volta nel mistero dei gesti e delle forme, mettendosi in relazione con diversi generi di sapere e di stupore, di incanti ed ipnosi.

ChLa Stanza delle Chimere
È un luogo in cui i reperti diventano visioni, innesti fantastici. Originariamente ispirata all’universo del mito, è lo spazio in cui si avanza verso il futuro cavalcando suggestioni che hanno radici nel passato: oggetti, manufatti, attrezzi da lavoro e visitatori si trovano insieme ad essere parti di una stessa creatura, elementi della medesima struttura. La mano, in un gioco sospeso tra reale ed irreale, possibile ed impossibile, non è più solo agente che tocca il reperto, ma diventa, insieme a tutto il corpo, una parte dello stesso mondo.

Museo Spontaneo

M.E.MO.RI. è un museo che si propaga, che si allarga.

E’ una sezione esterna del M.E.M.O.RI. che, con tanto di protocollo museologico per allestimento e inaugurazione, viene aperta in altri luoghi ad opera di chiunque voglia trasformare la propria collezione privata in esposizione, racconto, accoglienza.

È un gioco sul senso delle cose e delle storie in esse contenute, che prosegue anche al di fuori di questo contesto espositivo ed entra nella vita delle persone, negli spazi della loro quotidianità, nelle loro case.  Chiunque lo desideri può trasformare il silenzio degli oggetti privati in racconto ed aprire le porte perché gli altri possano arrivare.

Usa l’app MemorAbilia per vedere l’opera di M.E.M.O.RI. in prestito e apri il mobile per conoscere chi la ospita.

L'APP

L’Applicazione MemorAbilia arricchisce la fruizione del M.E.M.O.RI. con l’audioguida in lingua inglese e italiano, approfondimenti scientifici, animazioni 3D e racconti in rima.

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News

CRASH TEST MemorAbilia

ovvero viaggio in punta di dita

è stata un’azione partecipata portata avanti simultaneamente in cinque fra le dieci città coinvolte nel progetto M.E.M.O.RI: Genova (presso Galata Museo del Mare e delle Migrazioni); Matera (presso Museo Palazzo Lanfranchi); Venosa – PZ (presso Castello Pirro del Balzo); Potenza (presso MOON Museo Officina Oggetti Narranti); Malaga – Spagna (presso Museo di Malaga). Nelle cinque città, cinque gruppi di lavoro hanno ricevuto un kit, ciascuno numerato con un codice che ne permettesse la geolocalizzazione.

Il kit MemorAbilia è un pacchetto uguale per tutti, ma con elementi personalizzabili: attraverso l’intervento della persona, con la sua manualità e la sua sensibilità, si aggiunge senso all’oggetto, caricandolo di un’impronta personale. MemorAbilia kit è un format che è stato immaginato per superare la distanza e condensare un’esperienza comune, condivisa da tutti i partecipanti nelle diverse città. L’azione gioco ha visto il susseguirsi di diverse fasi in progressione eseguite in simultanea, collegando i cinque luoghi con una connessione Skype call multipla ed una diretta Facebook.

Al termine del percorso, si è raggiunto un momento corale con la condivisione del contenuto della speciale video lettera 3D MemorAbilia, rivolta a tutti i viaggiatori del mondo.

Muovendo dall’argomento della ricerca su cui si muove il progetto M.E.M.O.RI, l’azione MemorAbilia ha previsto l’attraversamento di tre differenti dimensioni: la distanza, la contemporaneità, l’attesa.

La distanza è ciò che ci unisce. Riflettendo sullo spazio che si svolge come un tappeto tra un luogo ed un altro, tra un incontro e l’altro, è proprio quello spazio che permette la costruzione di un itinerario, di un sentiero possibile.

Contemporaneo è il contesto in cui ci muoviamo. Abbiamo scelto di adempiere al nostro “obbligo di contemporaneità” attraverso l’integrazione di strumenti analogici e tecnologici che permettano un’interazione multimodale/multimediale: così come la comunicazione umana possiede, infatti, più repertori comunicativi ai quali fa ricorso durante l’emissione di un messaggio, allo stesso modo questa azione prevede l’innesto di device personali, oggetti familiari e nuove tecnologie.

Contemporaneo, in questo processo, ha mantenuto anche l’accezione di simultaneo. L’azione MemorAbilia si è svolta, infatti, nei cinque luoghi designati nel medesimo tempo.

Guarda il video-report

Partners

REALIZZATO GRAZIE AL FONDO ETICO DELLA

M.E.M.O.RI.
ovvero Museo Euro-Mediterraneo dell’Oggetto RIfiutato è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 coprodotto da
La luna al guinzaglio e dalla
Fondazione Matera Basilicata 2019

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